MA – AI (giusta distanza)

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Vivere durante l’epidemia di Coronavirus e ricordarsi di MA – AI (giusta distanza)

Sarà il periodo di forzata lontananza, sarà la speranza di evitare che le cose peggiorino ancora, sarà il periodico riflettere su quanto l’Aikido ci insegna … ma si affacciano alla mente continui collegamenti tra le azioni di protezione dal contagio e gli elementi tecnici fondamentali della pratica dell’Aikido (e più in generale delle discipline marziali).

In questo periodo si parla molto di distanziamento interpersonale come tattica di difesa contro il peggioramento dei contagi.  A me, normale cittadino informato dai giornali e dagli articoli sul web, Il criterio si presenta in modo semplice:

le nostre vie aeree sono come dei cannoni che possono “sparare” in lontananza la presenza del famigerato virus, la gittata di questi cannoni è stata valutata dagli esperti inferiore al metro (il doppio in presenza di vento).  Cercando di mantenersi in uno spazio che supera questa gittata, il famoso metro appunto, ci si mantiene in una fascia di sicurezza ragionevole riducendo (con gli altri elementi di tutela come mascherina, lavaggio delle mani, controllo della temperatura…) le occasioni di diffusione del virus.

Il mantenimento della “giusta” distanza è quindi un elemento fondamentale in questa lotta. Per una persona normale è un concetto da ricordare appositamente ed in presenza di altri elementi di distrazione è più probabile che dimentichi il rispetto di questa distanza.

Per un praticante di discipline marziali ed in particolar modo di Aikido il concetto di giusta distanza (in giapponese “MA AI) è un elemento tecnico fondamentale per la pratica e l’apprendimento della disciplina.

Lo studio e lo sviluppo della tecnica si fondano sulla percezione della distanza corretta con la quale il gesto tecnico può essere espletato nel modo più efficiente ed efficace possibile. Da principiante MA AI va continuamente ricercata finché la sua identificazione diventa naturale ed il praticante adegua i suoi spostamenti per ritrovare, in rapporto ai suoi compagni di pratica, la giusta dimensione degli spazi che permettono l’esecuzione tecnica corretta.

Un praticante di Aikido quindi arriva a percepire una “giusta distanza” anche se distratto o impegnato in altre attività (esempio ne è la pratica della difesa da molteplici attaccanti), adeguando gli spazi intorno a lui anche quando per gli altri l’attenzione è svanita.

Questa capacità si sviluppa con la pratica costante e fa parte del corredo “genetico” dell’aikidoka.  Il praticante diventa come una calamita rivolta con identico polo verso omologa calamita costituita da colui che attacca …  l’altro si avvicina di un metro, l’aikidoka si sposta di un metro, mantenendosi centrato, “sentendo” che lo spazio definito come “giusto” era stato violato  e quindi ripristinato.  Come se intorno a lui ci fosse una “sfera” di sensori che lo aiutassero a tenersi fuori da una gittata pericolosa potenzialmente aggressiva (…in altri tempi si sarebbe potuto trattare di una mano armata di lama).

Non si tratta di essere ossessivi, tantomeno sempre preoccupati… quanto di esercitare in modo naturale più di una facoltà di base per l’aikidoka: captare fattori di rischio, prima che siano espliciti, anche se si è impegnati in altro, agire in modo inconscio rispettando un criterio di distanza percepita,  dove non è possibile gestire lo spazio anticipare gli eventi  ( ad esempio re-indossando la mascherina anche all’aperto)… l’esercizio di queste attenzioni rappresenta quello stato di consapevolezza, di energia vigile, che non si accresce solo con gli esercizi nel dojo ma si sviluppa con una continua messa in pratica nel quotidiano.

La giusta distanza rappresenta allora anche una distanza “mentale” dagli eventi che ci circondano, in modo che l’istinto, la preparazione fisica e tecnica ed i propri valori di vita possano agire a salvaguardia propria e altrui, nei modi e nei contesti più disparati.

La speranza è che tutto andrà bene ma quel passo più in là per allontanarsi alla giusta distanza forse costituisce quella cautela in più  che aiuterà ad avere una fine migliore per questa storia comune.

Schermata 2020-08-13 alle 18.38.10M. A. Rocchi

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